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Wednesday, May 14, 2008 ..:: Libri e letteratura ::.. Register  Login

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Libri e letteratura

 

 

Per molti la letteratura si identifica con i ponderosi volumi studiati malvolentieri a scuola. I libri sarebbero, dunque, degli oggetti inutili, polverosi ed ingombranti. Una vera tortura per il cervello.

Eppure, per quel poco che ho scritto e che intendo, posso affermare, senza timore di smentita, che gran parte degli scrittori non è affatto entusiasta del modo in cui la letteratura è affrontata negli ambienti scolastici ed accademici. Tant’è vero che sono innumerevoli coloro i quali, pur avendo vissuto un pessimo rapporto con le strutture tradizionalmente deputate a trasmettere il sapere, sono riusciti a pubblicare libri pregevoli e di successo.

La letteratura va trattata e trasfusa in maniera piacevole, divertente, simpatica, interessante, seducente, accattivante, persino leggera. Mi rendo conto della difficoltà oggettiva insita nel gestire la letteratura in tal modo, non soltanto per i vincoli di ordine burocratico a cui sono sottoposte le istituzioni del sapere ma anche e soprattutto a causa dell’attuale contesto sociale, economico e culturale, mirante quasi sempre a soddisfare interessi puramente materiali e ad incentivare un bulimico consumismo in ogni campo. A ben guardare, però, quelle appena descritte, più che le cause o le concause dell’odierno decadimento culturale, ne appaiono le necessarie ed imprescindibili conseguenze.

Letteratura non è enjambement, endecasillabo, anafora, paratassi, ipotassi e quant’altro. Letteratura è, piuttosto, bellezza, armonia, freschezza, vivacità, soffio di vita, alito di vento, respiro del pensiero, voce del cuore, evasione dalle meschinità quotidiane, fantasia sbrigliata, sregolatezza…

Del resto il libro non è né dell’editore né del libraio né dei professori e, sembrerà paradossale ma a ben rifletterci non lo è, nemmeno del suo stesso autore, giacché, una volta terminato, appartiene all’umanità.

Il lettore, pertanto, è, e non potrebbe essere altrimenti, il padrone assoluto del testo con cui si cimenta. Nessuno può pretendere di imporgli, contro la sua volontà, la lettura di libri selezionati sulla base di criteri triti e ritriti né tantomeno arrogarsi il diritto di inculcargli nella mente una particolare interpretazione dei testi proposti o di confonderlo e sfiancarlo con discorsi che imprigionino l’opera nell’ambito storico-letterario di riferimento, o, ancor peggio, che la riducano a mera e, perciò, sterile analisi critica.

Il libro non nasce per essere etichettato o sezionato pezzo a pezzo dall’anatomopatologo di turno.

Tutte le cose criticate poc’anzi possono essere valide e certamente lo sono, ma unicamente in seconda battuta, come approfondimento ulteriore, volto, cioè,  ad afferrare meglio l’autore e il suo pensiero, giammai come approccio prioritario. La lettura diretta ed individuale del testo non può essere sostituita e soffocata da tutte le sovrastrutture critiche affastellatesi nei secoli e riecheggiate a ogni piè sospinto da intellettuali disincantati e distaccati  nonché dai vaniloquenti e arcigni figuri che affollano ancora oggi le nostre scuole ed università, sovrastrutture probabilmente edificate al fine ultimo di celare la propria inadeguatezza a comprendere il vero significato del testo.

Le tragiche conseguenze di tutto ciò sono note: un disinteresse generale per la buona letteratura e un’attenzione sempre più esasperata e patologica per volumi grondanti demenzialità, gossip e sconcezze d’ogni sorta, di facile attecchimento su una popolazione di lettori incapace di discernere il grano dal loglio. Chi può negare che gli autori più studiati a scuola provochino nella massa delle persone un moto di disgusto, uno scuotimento del capo, un cenno di fastidio o una sbrigativa battutaccia? Chi, scrutandosi dentro, può dire in tutta onestà di non detestare o, perlomeno, di non adorare Dante o Manzoni, per citare i due scrittori i cui rispettivi capolavori letterari sono stati studiati fin nei minimi particolari, sovraccaricandoli di significati e di simboli?

In ultima analisi ciascuno dev’essere libero non soltanto di leggere quel che vuole e quando vuole, ma, anzitutto, di interpretare, come meglio crede, le “parole scritte” che ha dinanzi. Soltanto così potrà affiorare, senza forzature né mediazioni, il messaggio più profondo che l’autore intende affidare al lettore.

Nella prospettiva appena enunciata offro a tutte le persone interessate i libri che ho scritto, lasciandole assolutamente libere di esprimere le proprie idee ed opinioni a riguardo e di comunicarmele tramite posta elettronica. Sarò felice di prendere atto di tutti i commenti pervenutimi, positivi o negativi che siano, al fine di trarne utili riflessioni e importanti spunti. Ringrazio fin d’ora chi vorrà sostenermi e seguirmi in quest’avventura.


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