IL CAPPELLANO
Si avvicinano alla segreta il Quinto poliziotto e il Cappellano. Il gendarme, fatto entrare l’anziano sacerdote, che indossa un clergyman fumo di Londra, serra la porta e, tirati fuori dalla giacchetta il solito taccuino e il solito pennarello, guadagna il suo trespolo.
CAPPELLANO Buonasera.
ZACE Buonasera, padre. (Indicando la panchetta) Purtroppo non ho niente di accogliente da offrirle.
Si mette a sedere sul tavolaccio.
CAPPELLANO (Accosta la panchetta al tavolaccio e si accomoda) Va più che bene, grazie. Dopotutto ciò che importa veramente non è quel che si dona bensì lo spirito di carità.
ZACE Domando scusa, padre, sa dirmi l’ora?
CAPPELLANO Le dieci e dieci.
ZACE A che debbo l’onore della sua visita?
CAPPELLANO Vengo in nome di Nostro Signore Gesù Cristo.
ZACE (Provocatorio) Non conosco quest’uomo.
CAPPELLANO Non credi in Dio, figliolo?
ZACE Dovrei?
CAPPELLANO Come puoi non rendertene conto? Dio ti ha creato, ti ha dato la vita. Dio ha creato l’universo!
ZACE Ha creato anche i poliziotti e gli avvocati?
CAPPELLANO (Fingendo di non avvedersi dell’inflessione caustica) Te l’ho detto: ha plasmato tutti gli esseri umani a sua immagine e somiglianza.
ZACE Ha l’aria di essere malvagia questa divinità!
CAPPELLANO Perché bestemmi? Sragionando peggiori il tuo stato.
ZACE (Dominando con difficoltà le lacrime) Padre, non so più cosa mi stia succedendo, (si copre il viso con le mani) mi venga incontro, la prego!
CAPPELLANO (Curvandosi verso di lui) Come?
ZACE (Con sguardo allucinato) Mi faccia uscire di qui! La supplico! Finirò per impazzire rinchiuso in questo dannato sgabuzzino!
CAPPELLANO Che dovrei fare, secondo te?
ZACE (Bisbigliandogli all’orecchio) Andando via, lasci socchiusa la porta, distragga il piantone e cerchi di farlo allontanare con un pretesto. In men che non si dica sarò libero!
CAPPELLANO Non lo sai che è peccato quanto mi stai chiedendo?
ZACE E non è peccato criminalizzare qualcuno ingiustamente, conciarlo per le feste e sbatterlo al fresco?
CAPPELLANO Davvero sei innocente, fratello?
ZACE Com’è vero il sole!
CAPPELLANO Puoi dimostrarlo?
ZACE (Demoralizzato) Se solo trovassi la maniera...
CAPPELLANO Di’ la verità e non temere.
ZACE L’ho fatto e non mi hanno creduto!
CAPPELLANO Non avrai sottaciuto qualcosina?
ZACE Non mi pare di aver tralasciato alcun particolare.
CAPPELLANO Hai qualche testimone?
ZACE Nessuno. Sia quando ho acquistato che quando ho acceso la tivù ero solo.
CAPPELLANO Cosa ti ha spinto a comprarla?
ZACE Il ferrovecchio che avevo si era guastato e il centro di assistenza pretendeva una somma esorbitante per la riparazione. Non potevo rimandare ancora per molto la faccenda: francamente ero arcistufo di seguire i programmi in cucina.
CAPPELLANO Quindi già disponevi di un altro apparecchio?
ZACE Sì, un televisorino e, come le riferivo, non in salotto, dove la sera ci si può rilassare in santa pace, svagandosi tra un evento sportivo e uno spettacolo di varietà. Dopo otto, dieci e talvolta anche dodici ore di lavoro è quel che ci vuole per distendere i nervi!
CAPPELLANO Sei consapevole di aver peccato?
ZACE È sbalorditivo! Perfino lei, padre, mi rivolge delle accuse!
CAPPELLANO T’inganni! Non compete a me giudicare né tantomeno stigmatizzare alcun uomo. Soltanto l’Onnipotente ha il privilegio di addentrarsi nei recessi più reconditi del cuore di ognuno. Mi limito puramente ad affermare che hai ceduto con troppa accondiscendenza alle lusinghe della pubblicità e del consumismo, dilapidando risorse che avresti potuto destinare a più nobili cause. Hai visto cosa ne è scaturito?
ZACE Non avevo mai considerato l’argomento da questa prospettiva.
CAPPELLANO Vuoi cominciare una nuova vita, figliolo?
ZACE Potrei tentare, padre, ma finché rimango relegato in galera non avrò alcuna chance di mettere in pratica i suoi consigli. (Sussurrando) Su, mi aiuti ad evadere! Presto!
CAPPELLANO Puoi rinascere qui ed ora, sforzandoti di accettare le avversità quali prove a cui l’Altissimo ti sottopone al fine ultimo di concederti la redenzione dell’anima mediante la tua cooperazione attiva.
ZACE Non sono sicuro di possedere un’anima.
CAPPELLANO Invece ce l’hai ed è immortale. Tutti ne abbiamo una. Spetta a te lottare per salvare la tua dalle fiamme dell’inferno!
ZACE Già! L’inferno! Dicono che sia affollatissimo di poliziotti.
CAPPELLANO (Reprimendo una risatina) Suvvia, sii serio. L’intoppo che stai fronteggiando risulterebbe ostico per chiunque; contuttociò devi farti coraggio e superarlo a testa alta. In fondo cos’hai da rimetterci?
ZACE La libertà, padre.
CAPPELLANO Libertà... conosci il reale significato di questo termine?
ZACE (Sbadigliando) Non proprio.
CAPPELLANO Libertà è sconfiggere il peccato, la morte e il Maligno. Libertà è accogliere la verità e la verità è la Parola di Dio incarnatasi per amore degli uomini.
ZACE Mi è capitato di udire frasi del genere alle elementari.
CAPPELLANO E da allora non hai più letto la Bibbia e partecipato alla Santa Messa?
ZACE (Esitante) No.
CAPPELLANO Vuoi confessarti?
ZACE Che cosa dovrei confessare?
CAPPELLANO I tuoi peccati.
ZACE No, no, faremmo giorno e poi gliel’ho detto che non sono credente.
CAPPELLANO Mi rincresce profondamente che ancora ti ostini a respingere il sostegno del Redentore, l’unico in grado di consolarti e affrancarti da ogni angoscia.
ZACE (Assonnacchiato) Non insista, padre, mi sento sfinito. Avrei bisogno di riposarmi un pochetto, prima del processo.
CAPPELLANO (Si alza di scatto) Come preferisci, fratello, abbi cura di te e non perdere la fede nella Santissima Trinità, qualunque cosa avvenga. Dio ti benedica!
ZACE Buonanotte, padre.
CAPPELLANO Buonanotte.
Accenna al sorvegliante di aprire; questi, messi via notes e pennarello, gli consente di andarsene; sbarra quindi l’accesso e si eclissa intonando una canzoncina scurrile.
Zace crolla esausto sul pancaccio.